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Radha Bhatt

La forza del Programma Costruttivo in azione!

Il Programma Costruttivo, ha rappresentato e rappresenta la base metodologica dell’azione nonviolenta di OraWorldMandala e di molte altre organizzazioni impegnate nel processo di Pace in tutto il mondo. Esso si sviluppa attraverso le azioni vive e concrete di migliaia di volontari come quelle che hanno costellato la vita dell’attivista gandhiana Radha Bhatt.

Nata il 16 ottobre 1933 nel villaggio di Dhurka, nella regione dell’Uttarakhand, nel Nord dell'India, a 16 anni Radha si unì al Lakshmi Ashram. Qui divenne amica di Sarala Behn, protagonista e propagatrice dell’azione gandhiana, iniziando da questo momento il viaggio che l’ha portata a essere riconosciuta a livello nazionale e internazionale come attivista nonviolenta.

Per venti anni ha lavorato nel sostegno alle comunità rurali e ai movimenti sociali, nelle iniziative contro l’alcolismo e poi nel movimento Chipko per la tutela delle foreste.

Gli anni Ottanta la vedono coinvolta nelle lotte contro l’estrazione incontrollata delle montagne dell’Himalaya e la costruzione della diga del Tehri.

Negli ultimi anni, dopo essere stata Segretaria del Kasturba Gandhi National Memorial Trust e Presidentessa della Gandhi Peace Foundation e della Sarva Seva Sangh è oggi  membro del Consiglio Direttivo della Gujarat Vidyapith (università fondata da Mahatma Gandhi nel 1920)


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"Senza ahiṃsā non è possibile cercare e trovare la verità. Ahiṃsā e Verità sono cosi interconnesse che è praticamente impossibile distinguerle e separarle. Sono come due facce di una moneta, o piuttosto di un disco metallico liscio senza impronte. Chi può dire, qual e il diritto, e quale è il rovescio? Nondimeno Ahiṃsā è il mezzo, la Verita è il fine. I mezzi in quanto mezzi devono essere sempre al centro della nostra ricerca, e cosi Ahiṃsā è il nostro supremo dovere. Se noi ci prendiamo cura dei mezzi, siamo destinati a raggiungere dei risultati prima o poi. Una volta che noi avremo compreso questo punto, la vittoria finale è fuori discussione."

M.K. Gandhi, cit. in J. V. Bondurant, Conquest of Violence. The Gandhian Philosophy of Conflict, Princeton, New Jersey, United States, Princeton University Press, 1958, pp. 24-25.
In collaborazione con:

Si ringraziano Vincenzo Fiorito e Angelica Lena per le immagini e le grafiche e Roberto Antonelli per il supporto tecnico